Proprio perché sono una fotografa capisco l’importanza di mettermi anche io, con la mia famiglia, davanti alla macchina fotografica. 

Così l’anno scorso ho ingaggiato una bravissima fotografa Olandese Susan per venire a fotografare un giorno nella mia vita. La mia famiglia è piccolina non avendo figli, ma questo non vuol dire che non valga la pena essere ricordata e raccontata.

Questo perché so bene che arriverà il giorno che vorrò ricordare proprio quegli istanti della mia vita quando il numero dei capelli bianchi è ancora sotto controllo, quando ci addormentiamo ancora abbracciati e ci svegliamo con un bacio tutte le mattine. Un po’ mi pento di non averlo fatto qualche anno fa, quando la nostra prima gatta era ancora in vita.

Non solo, ma questa occasione ci ha dato la giusta “scusa” per farci nuovamente un giro a Venezia. La città dove ci siamo conosciuti. Ve l’ho mai raccontato che ci siamo conosciuti grazie alla fotografia? NO, va beh…. un’altra volta vi racconterò questa storia super romanica (e ci sono anche foto per dimostrarlo).

Torniamo a noi, quelli di oggi. In questi giorni mi sono riguardata le foto di Susan non so quante volte. 

Questo perché la sua arte mi ha permesso di viaggiare indietro nel tempo e nello spazio tutte le volte che volevo, con i tempi che corrono questo è un lusso incredibile. Adesso sto solo aspettando l’album con le foto! Non vedo l’ora di averlo tra le mani!

Com’è stato avere una fotografa per casa? Strano, all’inizio.

All’epoca avevo fotografato quasi 100 famiglie, nonostante questo non sono riuscita a non pensare “mi piacerebbe fotografasse questo o quello, chi sa come mi vede, cosa vede, cosa troverà interessante”. Ma sapevo di aver scelto bene. Susan è una fotografa documentarista e matrimonialista  con all’attivo tanti riconoscimenti internazionali. Conosco il suo stile, ci eravamo già incontrate, sapevo che qualunque cosa lei avesse fotografato avrebbe avuto un senso per me!.

Devo dire che averla avuta con noi a cena, averla fatta dormire a casa nostra, ha aiutato moltissimo perché abbiamo avuto modo di conoscerci meglio. Questo ha fatto sì che già a fine serata non la guardassimo più com’è un’estranea ma come un’amica.

Perciò al mattino, quando ho iniziato a sentire il click della sua macchina fotografica, non ho pensato “oddio, non mi sono ancora pettinata”, ma ho continuato la mia vita come sempre.

Viviamo in un appartamento piccolo, sufficiente per noi due, ma Susan ha saputo trovare angoli e punti di vista che non avevo ancora preso in considerazione.

Mi chiedo adesso cosa pensino i miei clienti prima che arrivi a casa loro…